Scopo del Codice di Comportamento

Il CODICE DI COMPORTAMENTO esprime la volontà del CD di conservare un clima sereno e sportivo all’interno dell’associazione.

Lo statuto del Noventa Pallacanestro APD esordisce con:

Art. 2 – Scopo

c2. Essa ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive in generale e principalmente alla pratica della Pallacanestro intesa come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei soci e dei figli minorenni dei soci, mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica, ricreativa o di ogni altro tipo di attività motoria e non, idonea a promuovere la conoscenza e la pratica dello Sport, compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento nelle medesime attività sportive. L’Associazione opera per fini sportivi, ricreativi e culturali per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi e non discrimina in base al sesso, alla religione, alla razza e alle condizioni socio-economiche.

Il CODICE DI COMPORTAMENTO si ispira a questo articolo indicando alcune norme di comportamento per gli atleti, per i genitori, per gli allenatori, per il CD e tutti i suoi soci.

 

Destinatari del CODICE DI COMPORTAMENTO

I destinatari del CODICE DI COMPORTAMENTO sono:

  • Il Responsabile Tecnico
  • Gli allenatori
  • Gli atleti
  • Gli accompagnatori
  • Il Consiglio Direttivo
  • Il Direttore Sportivo
  • I genitori
  • Gli spettatori

 

Il Responsabile Tecnico

Il RT viene designato dal CD e ha il compito di designare gli allenatori, di guidarli per il pieno raggiungimento dello scopo della società. Il RT deve possedere la capacità tecnica e morale per accompagnare gli allenatori alla guida saggia e competente degli atleti. Il RT ha il compito di informare il CD sull’andamento delle squadre e degli allenatori.

 

Allenatori

Gli allenatori vengono selezionati dal Responsabile Tecnico sulla base dell’esperienza e delle capacità personali nonché morali.

Gli allenatori hanno il compito di insegnare la pallacanestro agli atleti e condurli nelle gare. Gli allenatori devono insegnare la tecnica del gioco e un corretto comportamento in campo nei confronti degli allenatori stessi, degli avversari, degli arbitri, degli assistenti di gioco e del pubblico.

Gli allenatori devono ispirarsi allo scopo di questo CODICE DI COMPORTAMENTO per formare atleti e uomini o donne di sani principi.

Gli allenatori devono preponderantemente incoraggiare gli atleti a migliorarsi e a giocare nel migliore dei modi.

Gli allenatori devono sempre cercare il dialogo con gli atleti e la comprensione di situazioni di disagio esistenti anche fuori dai campi di gioco, mantenendo l’atteggiamento più adeguato alle situazioni.

Gli allenatori non sono solo tecnici ma anche formatori di uomini. Il primo esempio per gli atleti sono gli allenatori stessi.

Non sono ammesse offese personali nei confronti degli atleti, degli arbitri, degli assistenti, degli accompagnatori e del pubblico.

Non sono ammesse offese discriminatorie di sesso, religione o razza.

Non sono ammesse le offese collettive.

Non sono ammesse violenze fisiche o morali.

Gli allenatori non soddisfatti di una prestazione di un giocatore possono ricorrere alla panchina o alla non convocazione, privilegiando sempre e in ogni modo l’incoraggiamento a migliorarsi.

La vittoria in campo non è l’unico obiettivo di una squadra perché essa vince comunque quando ha dato il meglio di se stessa nel più nobile dei modi.

 

Atleti

Gli atleti si impegnano a essere rispettosi degli orari e delle presenze agli allenamenti e alle convocazioni.

E’ buona norma avvisare con ampio anticipo (almeno un giorno prima) le assenze dagli allenamenti e ancor più alle partite quando convocati.

Gli atleti devono sempre ricordare che dal loro comportamento, dalla loro presenza, dipendono i risultati della propria squadra e dei compagni.

Gli atleti devono portare il massimo rispetto per gli allenatori anche quando sbagliano e attraverso il dialogo chiarire ogni incomprensione. Spesso banali incomprensioni possono diventare motivo di discordia.

Gli atleti devono rispettare le scelte degli allenatori, le convocazioni, le sostituzioni, le posizioni in campo e i bonari “castighi” (corse, flessioni, etc  ).

Gli atleti non devono manifestare discordia con gli allenatori negli allenamenti e durante le partite ma devono leggere le scelte al fine di comprendere errori o disattenzioni in campo.

Gli atleti non devono offendere i compagni che sbagliano ma incoraggiarli a non commettere nuovamente gli errori; così si favorisce lo spirito di squadra.

Gli atleti devono rispettare tutte le scelte degli arbitri. Spesso quando una partita non va per il verso giusto anche l’errore più banale viene considerato grave distraendo gli atleti dalla partita stessa.

Gli atleti devono portare il massimo rispetto per gli avversari anche quando il comportamento degli stessi non è decoroso. Sarà cura degli allenatori o dei dirigenti segnalare agli arbitri situazioni scorrette.

Gli atleti devono evitare di creare situazioni di pericolo per la salute dei compagni e degli avversari.

In caso di contatto dannoso con gli avversari, gli atleti devono sempre portare le proprie scuse agli avversari e accertarsi dello stato di salute degli stessi.

Gli atleti non devono deridere gli avversari meno bravi, ma incoraggiarli anche quando non sono all’altezza.

Gli atleti non devono mai rivolgersi al pubblico avversario.

Gli atleti possono segnalare all’arbitro un errore che li abbia ingiustamente favoriti.

La vittoria in campo non è l’unico obiettivo di una squadra perché essa vince comunque quando ha dato il meglio di se stessa nel più nobile dei modi.

Le vittorie in campo si ottengono con tanto allenamento, con tanta dedizione, con la massima  concentrazione.

La vittoria come uomini ha un valore inestimabile e arricchisce il mondo.

 

Accompagnatori

I dirigenti sono al servizio della squadra e dell’allenatore.

Non devono interferire con le scelte dell’allenatore, ma devono segnalare situazioni critiche per la salute degli atleti.

I dirigenti non devono rivolgersi al pubblico avversario.

I dirigenti devono sorvegliare il comportamento del pubblico della propria squadra e riferire al Consiglio Direttivo situazioni al di fuori del presente Codice di Comportamento.

 

Il Consiglio Direttivo

Il consiglio direttivo deve ascoltare ogni socio della società per poter risolvere criticità o difficoltà degli associati.

Il CD deve adottare le scelte più sagge per il benessere e la crescita di tutti i soci.

Il consiglio direttivo può prendere provvedimenti disciplinari per casi importanti.

 

Il Direttore Sportivo

Il Consiglio Direttivo nomina uno o più Direttore Sportivi.

Il Direttore Sportivo rappresenta il Consiglio Direttivo nello Staff degli allenatori.

Il Direttore Sportivo si rapporta con il Responsabile Tecnico per la scelta degli allenatori.

Il Direttore Sportivo valuta con il Responsabile Tecnico le istanze di esonero degli allenatori e le propone al Consiglio Direttivo.

Il Direttore sportivo all’interno dello Staff Tecnico deve essere garante dello Statuo Societario, e deve riprendere le situazioni che potrebbero compromettere la qualità della proposta formativa e dell’immagine della Società.

Il Direttore Sportivo assume ad interim la funzione di Responsabile Tecnico nei tempi vacanti.

 

I genitori

I genitori che scelgono assieme ai figli di far parte delle squadre di basket della società si impegnano a garantire la presenza dei loro figli agli allenamenti e alle partite.

Il rendimento delle squadre dipende dall’impegno, dalla presenza e perseveranza agli allenamenti. Il rendimento delle squadre dipende soprattutto dal rendimento di ogni singolo giocatore.

I genitori non devono criticare gli atleti, gli allenatori e le loro scelte, ne in campo ne fuori dal campo: questo rende ancora più difficile il lavoro di tutti.

I genitori non devono, fuori dalla palestra, mettere in cattiva luce ai figli la squadra, gli allenatori e la società ma incoraggiarli a superare le difficoltà che nel percorso formativo dovessero presentarsi.

I genitori possono rivolgersi al presidente o a un membro del CD per consigli, critiche o richieste evitando di creare confusione e sfiducia negli atleti.

Si consiglia di non usare social, chat e altri mezzi informatici per risolvere questioni ma di confrontarsi con le persone preposte.

 

Il pubblico

Il pubblico deve incoraggiare la squadra durante le partite soprattutto nei momenti difficili. Il pubblico si impegna a non fare mancare il suo calore agli atleti.

Il pubblico non deve criticare le scelte arbitrali. Gli arbitri sono persone spesso poco più grandi degli atleti e anche per loro il compito non è facile.

Il pubblico non deve criticare gli atleti o gli allenatori.

Il pubblico non deve confrontarsi con il pubblico avversario verbalmente e tantomeno fisicamente.

Il pubblico non deve impartire istruzioni ai giocatori in campo, per questo c’è l’allenatore. Questo può creare più confusione negli atleti di quella che l’avversario gli procura.

Il pubblico partecipa sportivamente alle partite applaudendo le belle azioni da entrambi le parti, dopotutto la partita è un momento di festa, di sport.

La vittoria in campo non è l’unico obiettivo di una squadra perché essa vince comunque quando ha dato il meglio di se stessa nel più nobile dei modi.

 

Provvedimenti disciplinari

Il CD può assumere dei provvedimenti disciplinari nei confronti di qualsiasi figura nei casi ritenuti gravi.

 

Approvato dal Consiglio Direttivo il 10/01/2018